Bun Anno |
Inserito da: Caterina in Associazione per un Mondo di Pace (12) 29/12/2011 ore 17:38 |
L'Associazione per un Mondo di Pace augura a tutti un anno di Pace
che accogliamo con gratitudine dalle mani misericordiose di Dio, sempre uniti nel desiderio di collaborare per un mondo migliore
Messaggio di Pace |
Inserito da: Caterina in Documenti (3) 23/12/2011 ore 10:17 |
MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
PER LA CELEBRAZIONE DELLA XLV GIORNATA MONDIALE DELLA PACE
1° GENNAIO 2012
EDUCARE I GIOVANI ALLA GIUSTIZIA E ALLA PACE 1. L'inizio di un nuovo anno, dono di Dio all’umanità, mi invita a rivolgere a tutti, con grande fiducia e affetto, uno speciale augurio per questo tempo che ci sta dinanzi, perché sia concretamente segnato dalla giustizia e dalla pace. Con quale atteggiamento guardare al nuovo anno? Nel Salmo 130 troviamo una bellissima immagine. Il Salmista dice che l’uomo di fede attende il Signore « più che le sentinelle l’aurora » (v. 6), lo attende con ferma speranza, perché sa che porterà luce, misericordia, salvezza. Tale attesa nasce dall’esperienza del popolo eletto, il quale riconosce di essere educato da Dio a guardare il mondo nella sua verità e a non lasciarsi abbattere dalle tribolazioni. Vi invito a guardare il 2012 con questo atteggiamento fiducioso. È vero che nell’anno che termina è cresciuto il senso di frustrazione per la crisi che sta assillando la società, il mondo del lavoro e l’economia; una crisi le cui radici sono anzitutto culturali e antropologiche. Sembra quasi che una coltre di oscurità sia scesa sul nostro tempo e non permetta di vedere con chiarezza la luce del giorno. In questa oscurità il cuore dell’uomo non cessa tuttavia di attendere l’aurora di cui parla il Salmista. Tale attesa è particolarmente viva e visibile nei giovani, ed è per questo che il mio pensiero si rivolge a loro considerando il contributo che possono e debbono offrire alla società. Vorrei dunque presentare il Messaggio per la XLV Giornata Mondiale della Pace in una prospettiva educativa: « Educare i giovani alla giustizia e alla pace », nella convinzione che essi, con il loro entusiasmo e la loro spinta ideale, possono offrire una nuova speranza al mondo. Il mio Messaggio si rivolge anche ai genitori, alle famiglie, a tutte le componenti educative, formative, come pure ai responsabili nei vari ambiti della vita religiosa, sociale, politica, economica, culturale e della comunicazione. Essere attenti al mondo giovanile, saperlo ascoltare e valorizzare, non è solamente un’opportunità, ma un dovere primario di tutta la società, per la costruzione di un futuro di giustizia e di pace. Si tratta di comunicare ai giovani l’apprezzamento per il valore positivo della vita, suscitando in essi il desiderio di spenderla al servizio del Bene. È un compito, questo, in cui tutti siamo impegnati in prima persona. Le preoccupazioni manifestate da molti giovani in questi ultimi tempi, in varie Regioni del mondo, esprimono il desiderio di poter guardare con speranza fondata verso il futuro. Nel momento presente sono molti gli aspetti che essi vivono con apprensione: il desiderio di ricevere una formazione che li prepari in modo più profondo ad affrontare la realtà, la difficoltà a formare una famiglia e a trovare un posto stabile di lavoro, l’effettiva capacità di contribuire al mondo della politica, della cultura e dell’economia per la costruzione di una società dal volto più umano e solidale. È importante che questi fermenti e la spinta ideale che contengono trovino la dovuta attenzione in tutte le componenti della società. La Chiesa guarda ai giovani con speranza, ha fiducia in loro e li incoraggia a ricercare la verità, a difendere il bene comune, ad avere prospettive aperte sul mondo e occhi capaci di vedere « cose nuove » (Is 42,9; 48,6)! I responsabili dell’educazione
2. L’educazione è l’avventura più affascinante e difficile della vita. Educare – dal latino educere – significa condurre fuori da se stessi per introdurre alla realtà, verso una pienezza che fa crescere la persona. Tale processo si nutre dell’incontro di due libertà, quella dell’adulto e quella del giovane. Esso richiede la responsabilità del discepolo, che deve essere aperto a lasciarsi guidare alla conoscenza della realtà, e quella dell’educatore, che deve essere disposto a donare se stesso. Per questo sono più che mai necessari autentici testimoni, e non meri dispensatori di regole e di informazioni; testimoni che sappiano vedere più lontano degli altri, perché la loro vita abbraccia spazi più ampi. Il testimone è colui che vive per primo il cammino che propone.
Quali sono i luoghi dove matura una vera educazione alla pace e alla giustizia? Anzitutto la famiglia, poiché i genitori sono i primi educatori. La famiglia è cellula originaria della società. « È nella famiglia che i figli apprendono i valori umani e cristiani che consentono una convivenza costruttiva e pacifica. È nella famiglia che essi imparano la solidarietà fra le generazioni, il rispetto delle regole, il perdono e l’accoglienza dell’altro » [1]. Essa è la prima scuola dove si viene educati alla giustizia e alla pace.
Viviamo in un mondo in cui la famiglia, e anche la vita stessa, sono costantemente minacciate e, non di rado, frammentate. Condizioni di lavoro spesso poco armonizzabili con le responsabilità familiari, preoccupazioni per il futuro, ritmi di vita frenetici, migrazioni in cerca di un adeguato sostentamento, se non della semplice sopravvivenza, finiscono per rendere difficile la possibilità di assicurare ai figli uno dei beni più preziosi: la presenza dei genitori; presenza che permetta una sempre più profonda condivisione del cammino, per poter trasmettere quell’esperienza e quelle certezze acquisite con gli anni, che solo con il tempo trascorso insieme si possono comunicare. Ai genitori desidero dire di non perdersi d’animo! Con l’esempio della loro vita esortino i figli a porre la speranza anzitutto in Dio, da cui solo sorgono giustizia e pace autentiche.
Vorrei rivolgermi anche ai responsabili delle istituzioni che hanno compiti educativi: veglino con grande senso di responsabilità affinché la dignità di ogni persona sia rispettata e valorizzata in ogni circostanza. Abbiano cura che ogni giovane possa scoprire la propria vocazione, accompagnandolo nel far fruttificare i doni che il Signore gli ha accordato. Assicurino alle famiglie che i loro figli possano avere un cammino formativo non in contrasto con la loro coscienza e i loro principi religiosi.
Ogni ambiente educativo possa essere luogo di apertura al trascendente e agli altri; luogo di dialogo, di coesione e di ascolto, in cui il giovane si senta valorizzato nelle proprie potenzialità e ricchezze interiori, e impari ad apprezzare i fratelli. Possa insegnare a gustare la gioia che scaturisce dal vivere giorno per giorno la carità e la compassione verso il prossimo e dal partecipare attivamente alla costruzione di una società più umana e fraterna.
Mi rivolgo poi ai responsabili politici, chiedendo loro di aiutare concretamente le famiglie e le istituzioni educative ad esercitare il loro diritto-dovere di educare. Non deve mai mancare un adeguato supporto alla maternità e alla paternità. Facciano in modo che a nessuno sia negato l’accesso all’istruzione e che le famiglie possano scegliere liberamente le strutture educative ritenute più idonee per il bene dei propri figli. Si impegnino a favorire il ricongiungimento di quelle famiglie che sono divise dalla necessità di trovare mezzi di sussistenza. Offrano ai giovani un’immagine limpida della politica, come vero servizio per il bene di tutti.
Non posso, inoltre, non appellarmi al mondo dei media affinché dia il suo contributo educativo. Nell’odierna società, i mezzi di comunicazione di massa hanno un ruolo particolare: non solo informano, ma anche formano lo spirito dei loro destinatari e quindi possono dare un apporto notevole all’educazione dei giovani. È importante tenere presente che il legame tra educazione e comunicazione è strettissimo: l’educazione avviene infatti per mezzo della comunicazione, che influisce, positivamente o negativamente, sulla formazione della persona.
Anche i giovani devono avere il coraggio di vivere prima di tutto essi stessi ciò che chiedono a coloro che li circondano. È una grande responsabilità quella che li riguarda: abbiano la forza di fare un uso buono e consapevole della libertà. Anch’essi sono responsabili della propria educazione e formazione alla giustizia e alla pace!
Educare alla verità e alla libertà
3. Sant’Agostino si domandava: « Quid enim fortius desiderat anima quam veritatem? – Che cosa desidera l’uomo più fortemente della verità? ». [2] Il volto umano di una società dipende molto dal contributo dell’educazione a mantenere viva tale insopprimibile domanda. L’educazione, infatti, riguarda la formazione integrale della persona, inclusa la dimensione morale e spirituale dell’essere, in vista del suo fine ultimo e del bene della società di cui è membro. Perciò, per educare alla verità occorre innanzitutto sapere chi è la persona umana, conoscerne la natura. Contemplando la realtà che lo circonda, il Salmista riflette: « Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissato, che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi, il figlio dell’uomo, perché te ne curi? » (Sal 8,4-5). È questa la domanda fondamentale da porsi: chi è l’uomo? L’uomo è un essere che porta nel cuore una sete di infinito, una sete di verità – non parziale, ma capace di spiegare il senso della vita – perché è stato creato a immagine e somiglianza di Dio. Riconoscere allora con gratitudine la vita come dono inestimabile, conduce a scoprire la propria dignità profonda e l’inviolabilità di ogni persona. Perciò, la prima educazione consiste nell’imparare a riconoscere nell’uomo l’immagine del Creatore e, di conseguenza, ad avere un profondo rispetto per ogni essere umano e aiutare gli altri a realizzare una vita conforme a questa altissima dignità. Non bisogna dimenticare mai che « l’autentico sviluppo dell’uomo riguarda unitariamente la totalità della persona in ogni sua dimensione » [3], inclusa quella trascendente, e che non si può sacrificare la persona per raggiungere un bene particolare, sia esso economico o sociale, individuale o collettivo.
Solo nella relazione con Dio l’uomo comprende anche il significato della propria libertà. Ed è compito dell’educazione quello di formare all’autentica libertà. Questa non è l’assenza di vincoli o il dominio del libero arbitrio, non è l’assolutismo dell’io. L’uomo che crede di essere assoluto, di non dipendere da niente e da nessuno, di poter fare tutto ciò che vuole, finisce per contraddire la verità del proprio essere e per perdere la sua libertà. L’uomo, invece, è un essere relazionale, che vive in rapporto con gli altri e, soprattutto, con Dio. L’autentica libertà non può mai essere raggiunta nell’allontanamento da Lui.
La libertà è un valore prezioso, ma delicato; può essere fraintesa e usata male. « Oggi un ostacolo particolarmente insidioso all’opera educativa è costituito dalla massiccia presenza, nella nostra società e cultura, di quel relativismo che, non riconoscendo nulla come definitivo, lascia come ultima misura solo il proprio io con le sue voglie, e sotto l’apparenza della libertà diventa per ciascuno una prigione, perché separa l’uno dall’altro, riducendo ciascuno a ritrovarsi chiuso dentro il proprio “io”. Dentro ad un tale orizzonte relativistico non è possibile, quindi, una vera educazione: senza la luce della verità prima o poi ogni persona è infatti condannata a dubitare della bontà della stessa vita e dei rapporti che la costituiscono, della validità del suo impegno per costruire con gli altri qualcosa in comune » [4].
Per esercitare la sua libertà, l’uomo deve dunque superare l’orizzonte relativistico e conoscere la verità su se stesso e la verità circa il bene e il male. Nell’intimo della coscienza l’uomo scopre una legge che non è lui a darsi, ma alla quale invece deve obbedire e la cui voce lo chiama ad amare e a fare il bene e a fuggire il male, ad assumere la responsabilità del bene compiuto e del male commesso [5]. Per questo, l’esercizio della libertà è intimamente connesso alla legge morale naturale, che ha carattere universale, esprime la dignità di ogni persona, pone la base dei suoi diritti e doveri fondamentali, e dunque, in ultima analisi, della convivenza giusta e pacifica fra le persone.
Il retto uso della libertà è dunque centrale nella promozione della giustizia e della pace, che richiedono il rispetto per se stessi e per l’altro, anche se lontano dal proprio modo di essere e di vivere. Da tale atteggiamento scaturiscono gli elementi senza i quali pace e giustizia rimangono parole prive di contenuto: la fiducia reciproca, la capacità di tessere un dialogo costruttivo, la possibilità del perdono, che tante volte si vorrebbe ottenere ma che si fa fatica a concedere, la carità reciproca, la compassione nei confronti dei più deboli, come pure la disponibilità al sacrificio.
Educare alla giustizia
4. Nel nostro mondo, in cui il valore della persona, della sua dignità e dei suoi diritti, al di là delle proclamazioni di intenti, è seriamente minacciato dalla diffusa tendenza a ricorrere esclusivamente ai criteri dell’utilità, del profitto e dell’avere, è importante non separare il concetto di giustizia dalle sue radici trascendenti. La giustizia, infatti, non è una semplice convenzione umana, poiché ciò che è giusto non è originariamente determinato dalla legge positiva, ma dall’identità profonda dell’essere umano. È la visione integrale dell’uomo che permette di non cadere in una concezione contrattualistica della giustizia e di aprire anche per essa l’orizzonte della solidarietà e dell’amore [6].
Non possiamo ignorare che certe correnti della cultura moderna, sostenute da principi economici razionalistici e individualisti, hanno alienato il concetto di giustizia dalle sue radici trascendenti, separandolo dalla carità e dalla solidarietà: « La “città dell’uomo” non è promossa solo da rapporti di diritti e di doveri, ma ancor più e ancor prima da relazioni di gratuità, di misericordia e di comunione. La carità manifesta sempre anche nelle relazioni umane l’amore di Dio, essa dà valore teologale e salvifico a ogni impegno di giustizia nel mondo » [7].
« Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati » (Mt 5,6). Saranno saziati perché hanno fame e sete di relazioni rette con Dio, con se stessi, con i loro fratelli e sorelle, e con l’intero creato.
Educare alla pace
5. « La pace non è la semplice assenza di guerra e non può ridursi ad assicurare l’equilibrio delle forze contrastanti. La pace non si può ottenere sulla terra
senza la tutela dei beni delle persone, la libera comunicazione tra gli esseri umani, il rispetto della dignità delle persone e dei popoli, l’assidua pratica della fratellanza » [8]. La pace è frutto della giustizia ed effetto della carità. La pace è anzitutto dono di Dio. Noi cristiani crediamo che Cristo è la nostra vera pace: in Lui, nella sua Croce, Dio ha riconciliato a Sé il mondo e ha distrutto le barriere che ci separavano gli uni dagli altri (cfr Ef 2,14-18); in Lui c’è un’unica famiglia riconciliata nell’amore.
Ma la pace non è soltanto dono da ricevere, bensì anche opera da costruire. Per essere veramente operatori di pace, dobbiamo educarci alla compassione, alla solidarietà, alla collaborazione, alla fraternità, essere attivi all’interno della comunità e vigili nel destare le coscienze sulle questioni nazionali ed internazionali e sull’importanza di ricercare adeguate modalità di ridistribuzione della ricchezza, di promozione della crescita, di cooperazione allo sviluppo e di risoluzione dei conflitti. « Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio », dice Gesù nel discorso della montagna (Mt 5,9).
La pace per tutti nasce dalla giustizia di ciascuno e nessuno può eludere questo impegno essenziale di promuovere la giustizia, secondo le proprie competenze e responsabilità. Invito in particolare i giovani, che hanno sempre viva la tensione verso gli ideali, ad avere la pazienza e la tenacia di ricercare la giustizia e la pace, di coltivare il gusto per ciò che è giusto e vero, anche quando ciò può comportare sacrificio e andare controcorrente.
Alzare gli occhi a Dio
6. Di fronte alla difficile sfida di percorrere le vie della giustizia e della pace possiamo essere tentati di chiederci, come il Salmista: « Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l’aiuto? » (Sal 121,1).
A tutti, in particolare ai giovani, voglio dire con forza: « Non sono le ideologie che salvano il mondo, ma soltanto il volgersi al Dio vivente, che è il nostro creatore, il garante della nostra libertà, il garante di ciò che è veramente buono e vero… il volgersi senza riserve a Dio che è la misura di ciò che è giusto e allo stesso tempo è l’amore eterno. E che cosa mai potrebbe salvarci se non l’amore? » [9]. L’amore si compiace della verità, è la forza che rende capaci di impegnarsi per la verità, per la giustizia, per la pace, perché tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta (cfr 1 Cor 13,1-13).
Cari giovani, voi siete un dono prezioso per la società. Non lasciatevi prendere dallo scoraggiamento di fronte alle difficoltà e non abbandonatevi a false soluzioni, che spesso si presentano come la via più facile per superare i problemi. Non abbiate paura di impegnarvi, di affrontare la fatica e il sacrificio, di scegliere le vie che richiedono fedeltà e costanza, umiltà e dedizione. Vivete con fiducia la vostra giovinezza e quei profondi desideri che provate di felicità, di verità, di bellezza e di amore vero! Vivete intensamente questa stagione della vita così ricca e piena di entusiasmo.
Siate coscienti di essere voi stessi di esempio e di stimolo per gli adulti, e lo sarete quanto più vi sforzate di superare le ingiustizie e la corruzione, quanto più desiderate un futuro migliore e vi impegnate a costruirlo. Siate consapevoli delle vostre potenzialità e non chiudetevi mai in voi stessi, ma sappiate lavorare per un futuro più luminoso per tutti. Non siete mai soli. La Chiesa ha fiducia in voi, vi segue, vi incoraggia e desidera offrirvi quanto ha di più prezioso: la possibilità di alzare gli occhi a Dio, di incontrare Gesù Cristo, Colui che è la giustizia e la pace.
A voi tutti, uomini e donne che avete a cuore la causa della pace! La pace non è un bene già raggiunto, ma una meta a cui tutti e ciascuno dobbiamo aspirare. Guardiamo con maggiore speranza al futuro, incoraggiamoci a vicenda nel nostro cammino, lavoriamo per dare al nostro mondo un volto più umano e fraterno, e sentiamoci uniti nella responsabilità verso le giovani generazioni presenti e future, in particolare nell’educarle ad essere pacifiche e artefici di pace. È sulla base di tale consapevolezza che vi invio queste riflessioni e vi rivolgo il mio appello: uniamo le nostre forze, spirituali, morali e materiali, per « educare i giovani alla giustizia e alla pace ».
Dal Vaticano, 8 Dicembre 2011
BENEDICTUS PP XVI
Auguri ! |
Inserito da: Caterina in Associazione per un Mondo di Pace (12) 1/12/2011 ore 1:17 |
a tutti auguriamo un Santo Natale di Pace e di ogni Bene dal Signore Gesù il Principe della Pace

India |
Inserito da: Caterina in Progetti (8) 1/12/2011 ore 0:51 |
Carissimi
Anche il nostro referente per le adozioni in India, Padre Vincenzo Pennella, Mercedario, viene a trovarci insieme a due sacerdoti indiani che si occupano dei bambini poveri. Gli incontri saranno a:
Cagliari, Santuario di Bonaria: 14 Dicembre, ore 16.30 e 19.00 (due incontri).
Alghero, Parrocchia della Mercede: 16 Dicembre, ore 18.30
Roma, Parrocchia Santa Maria della Mercede, Via Basento, 100: 18 Dicembre, ore 17.00
San Vito dei Normanni, Parrocchia della Mercede: 23 Dicembre, ore 19.00
Oltre a voi Amici adottanti potranno partecipare altre persone che possono essere interessate a quest’opera caritativa.
Un caro saluto.
M.Caterina Muggianu - Presidente
visita del Parroco di Betlemme |
Inserito da: Caterina in Progetti (8) 17/11/2011 ore 16:10 |
Il 7 novembre è venuto a trovarci il parroco di BETLEMME Fr Marwan Di’des.
Lo abbiamo incontrato nel Convento dei Frati Francescani Minori, presso la Parrocchia Sant’Antonio da Padova a Quartu S.Elena, insieme a P Pinuccio Solinas ofm, Commissario di Terra Santa in Sardegna e Padre Mario Solinas ofm, Custode della Sardegna e Parroco dell’omonima parrocchia.
Fra Marwan è un giovane frate francescano che con il suo gioioso e cordiale sorriso, esprime tutta la letizia francescana.
Padre Marwan Di’des, ofm, giá direttore della Scuola di Terra Santa e parroco della Parrocchia Latina Santa Caterina – Betlemme, svolge la sua missione parrocchiale assieme a tutti gli operatori parrocchiali ed i rappresentanti dei centri operativi sociali e culturali della Custodia a Betlemme.
Venuto in Italia per incontrare e ringraziare i benefattori e gli amici della della Terra Santa, ha voluto dedicare una visita anche alla Sardegna, dove, oltre alla nostra Associazione Per un Mondo di Pace, ci sono tanti benefattori che orbitano intorno ai Frati Francescani Minori.
La sua visita e quella del suo accompagnatore Issa Sakhleh, ci hanno portato un po’ di aria natalizia.
Padre Mario, infatti, ha pensato di animare l’incontro con le bellissime arie natalizie eseguite dal Coro Parrocchiale.
La sala era gremita. Tutti abbiamo ascoltato con attenzione e anche con un po’ di commozione l’intervento di fr Marwan che ci esponeva le condizioni di vita degli abitanti di Betlemme, il disagio degli anziani poveri che invecchiano senza l’aspettativa di una pensione o dell’assistenza medica, l’angoscia dei giovani che devono soffocare il loro naturale desiderio di conoscere il mondo, di uscire dalle loro case e dalla loro città a causa della evidente e tangibile limitazione della libertà che si manifesta agli occhi di tutto il mondo in quello scandaloso muro di cemento armato. Ma Fr Marwan sottolinea che nel cuore e nelle labbra dei cristiani di Betlemme sta entrando sempre di più l’espressione: inshalla! Speriamo! Se Dio vuole!
I bambini poveri che, senza un aiuto esterno, come quello della nostra associazione, non potrebbero frequentare la scuola, grazie proprio all’aiuto di bravi benefattori come voi, possono andare a scuola dove ricevono, oltre all’istruzione, il cibo, l’assistenza sanitaria e l’accompagnamento formativo.
I francescani hanno creato un bellissimo Centro Sociale dove i giovani possono fare anche tante attività ricreative e formative e crescere con quei valori così importanti di pacifica convivenza.
Gli interventi da parte degli ascoltatori, soprattutto dei ragazzi, sono stati numerosi e interessanti. A tutti Fr Marwan ha dato una risposta esaustiva e illuminata.
Padre Pinuccio Solinas ha presentato le attività del Commissariato che, attualmente, ha sede a Sassari
Presso il Convento San Pietro - 07100 Sassari Tra le attività programmate ci saranno almeno tre pellegrinaggi all’anno. Il primo sarà a Marzo 2012.
(M.Caterina Muggianu)
La situazione alimentare |
Inserito da: Caterina in Progetti (8) 12/10/2011 ore 13:30 |
AFRICA/UGANDA - Migliorano le prospettive alimentari nella regione di Karamoja anche se il tasso di malnutrizione rimane molto alto
Moroto (Agenzia Fides) - La regione di Karamoja, a nordest dell'Uganda, viene spesso associata a carenza cronica alimentare, malnutrizione e povertà. Tuttavia, secondo le agenzie umanitarie, risulta improbabile che nei prossimi mesi la zona possa soffrire una ulteriore crisi. Secondo le autorità locali solo una piccola percentuale della popolazione di Karamoja è potenzialmente a rischio, nonostante la carenza di cibo dovuta al ritardo della stagione della semina. Circa il 10% della popolazione potrebbe avere bisogno di aiuti alimentari. Secondo le proiezioni del Famine Early Warning Systems Network (FEWS NET) il latte rimarrà importante fonte di cibo per le famiglie contadine fino all'inizio della stagione secca, integrato con cereali e legumi. Gli operatori umanitari impegnati a Moroto sostengono che ci sono eccezioni isolate in aree come Rupa dove il terreno è gravemente degradato.
Secondo gli esperti, la situazione è notevolmente migliorata rispetto al 2008, quando a Karamoja, a causa di un cattivo raccolto, oltre un milione di persone rimasero in seria difficoltà. Quest'anno si sono ridotte a 140 mila e di loro si sta occupando il Programma Alimentare Mondiale. Il raccolto contribuisce al 25% del fabbisogno alimentare annuale. Comunque non tutti concordano sul fatto che la situazione sia migliorata. La situazione è aggravata dalla scarsa igiene, dalla povertà, dalle pessime condizioni sanitarie. Le tradizioni complicano gli sforzi per migliorare la salute di molte mamme, ad esempio, di quelle che frequentano le cliniche prenatali la maggior parte poi partorisce in casa. Nel centro medico di Iriri, 188 donne incinte avevano usufruito di assistenza prenatale ma solo 24 hanno partorito nella struttura.
La regione, con una popolazione di circa 1.2 milioni di persone, ha il più basso livello di sviluppo in Uganda, con solo il 30% della popolazione che ha accesso all'acqua potabile e solo l'11% che sa leggere e scrivere. Circa l'80% vive in condizioni di insicurezza alimentare, prevalentemente dovuta alle piogge imprevedibili. Secondo il governo locale e la Fao, i sette distretti di Kaabong, Abim, Kotido, Nakapiripirit, Amudat, Napak e Moroto, rientrano tutti in una cosiddetta zona rossa. Quest'anno però, le piogge hanno tenuto una media positiva a Moroto. Le condizioni del raccolto sono state in generale buone, tuttavia, secondo un rapporto dell'Unicef, il tasso di malnutrizione rimane molto alto. Nel distretto di Nakapiripirit si registra una prevalenza di malnutrizione acuta globale (GAM) del 20.4% e, il 5.6% di malnutrizione acuta severa (SAM). Nel complesso, la regione ha un tasso di prevalenza di GAM del 12.8% e di SAM del 2.8%. (AP) (12/10/2011 Agenzia Fides)
Progetto Uganda |
Inserito da: Caterina in Associazione per un Mondo di Pace (12) 3/9/2011 ore 14:58 |
AFRICA/UGANDA - Nonostante la fase di ricostruzione del paese dopo la guerra che ha dilagato per decenni, manca ogni tipo di assistenza per le vittime che hanno subito violenze
Lira (Agenzia Fides) - A cinque anni di distanza dalla guerra civile che ha devastato il paese sono ancora tante le ripercussioni fisiche e psicologiche che tante donne ugandesi si trovano a dover affrontare. Torturate, seviziate, costrette ad unirsi al gruppo ribelle dell'Esercito di Resistenza del Signore (LRA), sono tante quelle che non hanno potuto usufruire di alcuna assistenza medica per le violenze subite. A Ogur, Lira, nel nord dell'Uganda, si trova un campo medico di emergenza gestito dall' Isis-Women's International Cross Cultural Exchange (Isis-WICCE), una organizzazione femminile che si occupa di assistere le donne che vivono in zone di guerra e post-belliche. La postazione è specifica per le donne che hanno subito violenze nel corso dei quasi due decenni di guerra riportando complicazioni di salute riproduttiva. Per la maggior parte di loro si tratta della prima occasione in cui sono visitate da quando la guerra è finita nel 2006, e per altre è addirittura la prim a volta che vengono assistite da un medico. Nel nord dell'Uganda molte donne hanno urgente bisogno di un programma speciale che fornisca loro ogni tipo di assistenza sanitaria. I ribelli dell'LRA hanno combattuto nel nord e nord est dell'Uganda per 23 anni. La guerra, che ha confinato per decenni quasi 2 milioni di persone nei campi profughi, è stata la più brutale dopo l'indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1962. Migliaia di persone sono morte in questi conflitti che hanno visto coinvolti migliaia di bambini soldato e civili costretti ad arruolarsi nei gruppi ribelli. Dal 2006, la gente è tornata nelle loro case ma dipende completamente dagli aiuti umanitari. Un piano di recupero e sviluppo è stato promosso dal governo locale nel 2009 ma senza considerare le necessità di emergenza della popolazione. Il denaro è stato investito per la ricostruzione di nuovi blocchi per le unità sanitarie e la ristrutturazione di quelli andati distrutti. Secondo fonti locali di Lira, le opere di ricos truzione nel settore sanitario si sono concentrate prevalentemente sulla costruzione degli edifici, senza intervenire immediatamente sulle urgenze mediche della comunità. La maggior parte dei centri sanitari del distretto non hanno personale medico e in tutto il distretto ci sono solo due ginecologi. Le forze dell'LRA sono state costrette a lasciare l'Uganda nel 2006 e attualmente sono impegnate nella Repubblica Democratica del Congo, in quella Centro africana e nel sud Sudan occidentale. (AP) (3/9/2011 Agenzia Fides)
Uganda |
Inserito da: Caterina in Associazione per un Mondo di Pace (12) 1/9/2011 ore 15:30 |
AFRICA/UGANDA - La grave situazione economica mette i seminari a rischio di chiusura
Kampala (Agenzia Fides) - L'inflazione dilagante e altri gravi problemi economici che stanno gravemente colpendo l'Uganda, minacciano la chiusura dei seminari nonostante il crescente numero di vocazioni sacerdotali nel Paese. Mons. Cosmas Alule, rettore del Seminario Maggiore Alokolum, ha detto che, nel corso dell'ultimo anno, l'aumento dei prezzi del carburante hanno fatto salire anche quello dei prodotti alimentari di base. Dal mese di agosto 2010, il tasso di inflazione è passato dall'1.7% a circa il 19%. Rivolgendosi all'Opera di diritto pontificio "Aiuto alla Chiesa che Soffre", mons. Alule ha aggiunto che è molto difficile sostenere i costi dei prodotti alimentari di base, nonostante nel paese si coltivino riso, fagioli, mais e verdura, al fine di ridurne i costi. Il rettore ha sottolineato che le cause della crisi economica non sono solo dovute alla siccità, bensì anche alla dispendiosa campagna elettorale portata avanti lo scorso mese di febbraio. "Il governo ha speso molto denaro in maniera irresponsabile per motivi politici, invece di pensare al benessere della gente".
Il Seminario Alokolum si trova in una zona che ha vissuto 30 anni di guerra civile tra il governo dell'Uganda e l'Esercito di Resistenza del Signore (Lord's Resistance Army). Anche se l'edificio occupa uno spazio molto ridotto, non è stato possibile ontinuare i lavori di ristrutturazione a causa dell'aumento vertiginoso dei prezzi dei materiali di costruzione. Tuttavia, per questo nuovo anno accademico, sono previsti 209 studenti, 26 in più rispetto allo scorso anno, di conseguenza l'ampliamento è diventato necessario. Lo scorso anno, in cinque seminari del paese, oltre 1000 giovani sacerdoti si sono preparati al sacerdozio. Questa incresciosa situazione economica sta gravando anche su altri seminari dell'Uganda, dove su 33 milioni di abitanti, il 45% sono cattolici. (AP) (1/9/2011 Agenzia Fides)
relazione attività 2010 |
Inserito da: Caterina in Associazione per un Mondo di Pace (12) 1/4/2011 ore 18:32 |
RELAZIONE DEL PRESIDENTE ATTIVITA’ ANNO 2010
Carissimi soci, collaboratori, benefattori e amici.
Il 2010 si è chiuso con la consapevolezza di una crescente crisi sociale ed economica che ormai interessa il mondo intero; una crisi che chiede a tutti più sobrietà e solidarietà per venire in aiuto specialmente delle persone e delle famiglie in più serie difficoltà.
Oggi, facendo anche tesoro della lezione che ci viene dalla crisi economica in atto, possiamo comunque ringraziare il Signore per tanti doni. Soprattutto per quanto ci ha permesso di fare nella nostra Associazione per un Mondo di Pace.
Possiamo imparare ad apprezzare ciò che abbiamo, che non è poco, e riconoscere quanto siamo fortunati rispetto a tante persone che non hanno nulla; possiamo riscoprire lo spirito di sacrificio, che ci fa gustare meglio i doni della Provvidenza di Dio. Ringraziamo il Signore anche per la salute, le energie, il creato, l’amicizia di tante persone, la famiglia, la solidarietà che possiamo offrire e quella che riceviamo, la fede, la Chiesa.
In molti Paesi, purtroppo c’è ancora la guerra e il terrorismo minaccia ovunque la Pace. Abbiamo visto crescere la persecuzione dei cristiani in tutto il mondo ma, grazie a Dio, vediamo che insieme crescono anche tanti semi di Pace, anche se silenziosi.
A diciotto anni dall’inizio della nostra opera di solidarietà a favore di tanti bambini poveri del mondo ci rendiamo conto che in tutti questi anni tante persone generose e motivate da un grande amore per il prossimo si sono avvicendate e hanno fatto a gara per aiutare tanti bambini in diverse parti del mondo.
Oggi, molti di quei bambini sono donne e uomini adulti. E’ proprio grazie a quell’aiuto ricevuto nella loro infanzia che hanno potuto superare momenti di grande difficoltà, hanno potuto avere cibo, cure, affetto e frequentare la scuola che ha dato loro la possibilità di trovare un lavoro ed essere protagonisti della propria vita.
A tutti i nostri benefattori possiamo dire solo Grazie! Sarà il Signore a ricompensare tutti con abbondanza di grazie e benedizioni.
Un ringraziamento è doveroso anche ai soci che hanno continuato a credere in questa opera, continuando a sostenere moralmente con la fiducia e la stima ed economicamente con la quota associativa, le attività dell’Associazione.
Grazie anche al Consiglio Direttivo che durante tutto l’anno, non solo ha svolto il suo compito di amministrare l’Associazione ma si è impegnato in tutte le operazioni burocratiche e pratiche che l’amministrazione comporta, sostenendo buona parte dei costi di gestione attraverso le risorse personali ( carta, telefono, benzina ecc). Potrete infatti verificare dal consuntivo che le quote associative sono insufficienti per sostenere i costi di gestione ( spese postali e bancarie ecc)
Grazie ancora alla Comunità Mariana Oasi della Pace, che ci sostiene con la preghiera e con l’incoraggiamento e ci ospita nella sua casa gratuitamente, sollevandoci da spese di affitto e luce.
ATTIVITÀ SVOLTE NEL 2010
Nel 2010 abbiamo proseguito i progetti di sostegno in corso dagli anni precedenti e quelli iniziati nell’anno:
Giamaica,Camerun, Brasile, Betlemme, Libano, Jenin, India, Haiti, Foggia.
GIAMAICA - Referente: Padre Samuel Alloggia della Società Missionaria di Mandeville
Bambini sostenuti attualmente in elenco :
a Dunsinane - 21
A Black River - 28
Somme inviate nel 2010
5.951,00 per Dunsinane
7.033,00 per Black River
12.984,00 complessive
CAMERUN – Referente Madre Macrina Maria della Comunità Mariana Oasi della Pace
Bambini sostenuti attualmente in elenco : 51
Somme versate nel 2010
EURO 18.440,48
BRASILE: Referente Padre David Peter, della Comunità Mariana Oasi della Pace,
Bambini sostenuti attualmente in elenco : 24
Somme inviate nel 2010
EURO 7.091,18
BETLEMME - Referente Custodia di Terra Santa –missionario incaricato: Vincenzo Bellomo
Bambini sostenuti attualmente in elenco : 28
Somme inviate nel 2010
EURO - 10.225,00
LIBANO – Referente Fr Jean Paul della Comunità Mariana Oasi della Pace
Bambini sostenuti attualmente in elenco : 12
Somme inviate nel 2010
EURO 3.618,00
JENIN (Cisgiordania) le suore Figlie di S.Anna - Sr Giacinta Radaelli
Bambini sostenuti attualmente in elenco : 23
Somme versate nel 2010
EURO 8.802,00
DELICETO – Foggia Referente Padre Hananias, della Comunità Mariana Oasi della Pace.
Sostegno di una famiglia affidataria di diversi bambini.
Somme versate nel 2010
EURO 875,00
INDIA - Referente Padre Vincenzo Pennella, Padre Mercedario.
Bambini sostenuti attualmente in elenco : 15
Somme versate nel 2010
EURO 3.372,00
HAITI – referente Sr Maria Fogagnolo
Il progetto ha consentito di sostenere tanti bambini vittime del terremoto, assistiti da Sr Mariangela Fogagnolo salesiana, e la costruzione di un pozzo per trovare l’acqua.
Somma versata nel 2010
EURO 2.434,00
Viene data lettura delle relazioni giunte dai referenti del
Cammerun Giamaica Jenin Betlemme India Haiti Brasile Libano. Tutte le relazioni sono allegate al verbale dell’assemblea del 24.3.2011, unitamente a copia della presente relazione.
NUOVE PROPOSTE:
Nuova Repubblica del Congo:
La richiesta di aiuto URGENTE ci viene da Padre Maurice Nzenge è un giovane Padre Cappuccino della Repubblica Democratica del Congo. parroco a Sainte Marie de Fraternité Bobito. La parrocchia di St. Mary Bobito è una delle 22 parrocchie della Diocesi di Molegbe. Lo abbiamo incontrato a Cagliari durante un suo viaggio in Italia per chiedere aiuti per i bambini della sua Parrocchia.
Tantissimi bambini vivono in quartieri disastrati e privi anche dei servizi più elementari, nelle città si affolla una popolazione di migliaia di bambini di strada (shegué), orfani di guerra e ex bambini soldato che aumenta di giorno in giorno. Ad essi si aggiungono anche i tantissimi bambini abbandonati o cacciati di casa da genitori che non sono più in grado di sfamarli.
Con molte difficoltà abbiamo tenuto fino a oggi stretti contatti telefonici e internet e ora siamo in attesa di ricevere le schede dei bambini che proponiamo alla sensibilità di tutti i soci e benefattori.
Uganda:
La richiesta ci viene da un operatore della Diocese Of Kasese : Masereka Selevest
Ci manifesta la necessità di un aiuto economico per sostenere i bambini orfani di cui si è fatto carico, per provvedere alle loro necessità primarie e per dare loro la possibilità di frequentare la scuola.
Il Consiglio Direttivo esaminerà le richieste e provvederà ad accertare che ci siano tutti i requisiti per poter gestire il progetto.
CONCLUSIONI
In questo tempo di incertezze, abbiamo tanto bisogno di affidarci alla Bontà e alla Misericordia di Dio, con fiducia, consapevoli che ogni bene viene dal suo Amore. Affidiamo a Maria, la Madre di Dio e Madre nostra, le attese e le speranze dell'intera umanità perché ogni uomo, di qualsiasi nazione o etnia, possa vivere nella giustizia e nella pace! Incamminiamoci verso questo nuovo anno 2011 con rinnovato amore per Dio, con spirito di solidarietà e accoglienza del prossimo e buona volontà per costruire, con il suo aiuto e con le nostre scelte di ogni giorno, la giustizia e la pace per un mondo migliore: Un Mondo di Pace
Il Signore non ci deluderà.
Un caro saluto e un augurio a tutti perché insieme possiamo essere sempre costruttori di pace.
Cagliari, 26 marzo 2010
La Presidente: Maria Caterina Muggianu
La giornata delle MANI ROSSE |
Inserito da: Caterina in I Bambini vi guardano (2) 6/2/2011 ore 11:12 |
AMERICA/COLOMBIA - La “Giornata delle mani rosse” per dire “basta con i bambini soldato!”
Bogotà (Agenzia Fides) – Il reclutamento di bambini per i conflitti armati è stato bandito il 12 febbraio 2002 dal Protocollo della Convenzione sui Diritti del fanciullo delle Nazioni Unite. Tuttavia l'approvazione di questo protocollo non ha fermato i gruppi paramilitari che continuano ad attirare i bambini tra le loro fila con l’inganno o con la forza. Si stima che in Colombia ci sono tra 8 e 11 mila bambini e adolescenti che agiscono in qualità di soldati. Per sensibilizzare la popolazione colombiana e chiedere di mettere fine a questa pratica criminale, Amnesty International ha organizzato per oggi, 5 febbraio, alla Plaza de Armas di Bogotà, la "Giornata delle mani rosse". Durante questo evento, i passanti saranno invitati a dipingere le loro mani di rosso ed appoggiarle su un foglio di carta come simbolo di rifiuto della pratica del reclutamento dei bambini, esercitata soprattutto da gruppi armati illegali. Dalla nota inviata all’Agenzia Fides dall’Adital, si apprende che agli undicimila bambini soldato stimati in Colombia, vanno aggiunti gli altri bambini usati come "rilevatori di mine umane" per gli eserciti, in modo che possano avanzare senza sorprese.
È comune riconoscere i bambini maschi come le principali vittime di questo fenomeno, ma anche le ragazze, che sono ancora una minoranza, subiscono la stessa sorte ad opera di gruppi come le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC) e l'Esercito di Liberazione Nazionale (ELN). Quest’ultimo ha perfino realizzato delle campagne di reclutamento nelle scuole.
Per impedire che continui questa violazione dei diritti dei bambini e degli adolescenti, ci sono gruppi come la "Coalizione Colombiana per fermare l'uso dei bambini soldato", la Coalizione Spagnola, Amnesty International, tra gli altri, che chiedono più attenzione da parte del governo Colombiano su questo flagello, vietando che l'esercito colombiano possa reclutare bambini come informatori.
A livello mondiale, il numero dei bambini soldato può raggiungere i 350 mila in paesi come la Repubblica Democratica del Congo, Sierra Leone, Sudan, Afghanistan e Pakistan. Questa piaga è diventata una delle grandi sfide della Colombia, che non riesce ancora a garantire i diritti fondamentali per migliaia di bambini e adolescenti. (CE) (Agenzia Fides, 05/02/2011)
Padre Maurice e i bambini del Congo |
Inserito da: Caterina in Associazione per un Mondo di Pace (12) 30/1/2011 ore 23:38 |
Carissimi amici,
oggi ho ricevuto una telefonata dal Congo. Una telefonata che ha avuto del miracoloso, data la difficile situazione in cui vive il nostro caro amico Padre Maurice Nzenge . Padre Maurice è un giovane Padre Cappuccino della Repubblica Democratica del Congo. Parroco di Sainte Marie, Fraternité de Bobito. La parrocchia di Sainte Marie Bobito è una delle 22 parrocchie della Diocesi di Molegbe. Si estende su una superficie di 79.000 km2. La popolazione cattolica è stimato a 694.217 abitanti
Lo abbiamo incontrato a Cagliari durante un suo viaggio in Italia per chiedere aiuti per i bambini della sua Parrocchia. Appena rientrato in Africa Padre Maurice ci scrive: Grazie di cuore a tutti gli amici che hanno accettato il grido del nostro desiderio di aiuto per le necessità dei bambini. Cercherò di radunare i dati che avete indicato cosi ci mettiamo sempre in contatto.
Purtroppo la comunicazione internet, come pure quella postale è difficile. Pur avendo già preparato le schede con i dati dei bambini e le loro foto, fin’ora non è riuscito a inviarcele. Tutto è difficile in un Paese martoriato dalla guerra. Per comunicare via internet deve recarsi, in bicicletta, (unico mezzo a disposizione) presso una località che dista dal convento decine di kilometri. Quando poi arriva, non sempre trova la linea. Oggi mi raccontava che l’orario per poter comunicare con maggior facilità sarebbe la sera ma, viaggiare in bicicletta, a quell’ora della sera, significa rischiare la vita.
Ma vediamo in quale situazione vive il nostro carissimo Padre Maurice e i bambini della sua Parrocchia. Da una relazione dell’UNICEF apprendiamo che il conflitto in corso nella Repubblica Democratica del Congo è il più sanguinoso dai tempi della Seconda guerra mondiale e, anche a causa del gran numero di eserciti dei paesi limitrofi che ha coinvolto, è stato definito "Guerra mondiale africana". Nonostante i primi accordi di pace firmati nel 1999, i conflitti hanno avuto il loro apice tra il 1998 e il 2002, causando oltre 3,3 milioni di morti e circa 3 milioni di sfollati.
La maggior parte delle vittime sono civili, di esse i bambini, che costituiscono oltre il 50% della popolazione congolese, sono l'assoluta maggioranza.
Molti di loro sono morti a causa dei combattimenti, ma un numero certamente maggiore è deceduto per fame, malattie, mancanza d'acqua e d'ogni tipo d'assistenza medica e sociale: cause che sarebbero facilmente evitabili in situazioni di pace e di stabilità economica.
La presenza dei caschi blu ha reso le condizioni di sicurezza relativamente stabili fino al dicembre 2004, quando la situazione in quelle regioni è nuovamente
precipitata. Da allora continuano a svilupparsi gravi focolai di tensione a fasi alterne, ancora non definitivamente controllabili.
Recentemente, a dicembre 2009, si è verificato uno scontro tra gruppi armati e i militari del governo. Lo scontro ha fatto una diecina di morti nonché altri danni nel centro della città di Bobito. Le famiglie con i figli, i preti della parrocchia e tante altre persone sono fuggiti nelle foreste vicine per scampare alla morte. Le scuola sono state chiuse. Questo ha contribuito a peggiorare la situazione già precaria.
Nella capitale Kinshasa, dove 10 milioni di abitanti vivono in quartieri disastrati e privi anche dei più servizi elementari, si affolla una popolazione di migliaia bambini di strada (shegué), orfani di guerra e ex bambini soldato che aumenta di giorno in giorno. Ad essi si aggiungono anche i tantissimi bambini abbandonati o cacciati di casa da genitori che non sono più in grado di sfamarli.
(M.Caterina Muggianu- Presidente Associazione per un Mondo di Pace)
Buon Natale e Buon Anno |
Inserito da: Caterina in Associazione per un Mondo di Pace (12) 25/12/2010 ore 0:31 |
A Gesù Bambino
Umberto Saba
La notte è scesa
e brilla la cometa
che ha segnato il cammino.
Sono davanti a Te, Santo Bambino!
Tu, Re dell’universo,
ci hai insegnato
che tutte le creature sono uguali,
che le distingue solo la bontà,
tesoro immenso,
dato al povero e al ricco.
Gesù, fa’ ch’io sia buono,
che in cuore non abbia che dolcezza.
Fa’ che il tuo dono
s’accresca in me ogni giorno
e intorno lo diffonda,
nel Tuo nome.
BUON NATALE E BUON ANNO
Chi ha fame |
Inserito da: Caterina in Notizie dal Mondo (3) 8/10/2010 ore 15:12 |
Non prendiamo in girochi ha fame 23/09/2010L’appuntamento mondiale per ‘parlare’ delle mete per lo sviluppo (Millennium development goals) avrebbe dovuto intitolarsi alla fame, perché non ha sviluppo ciò che è morto e muoiono persone umane. Ban Ki-moon ha chiesto sincerità e non proclami di buona volontà: «Vi chiedo sincerità nel voler porre realmente fine alle condizioni disumane e alla povertà estrema di tanta parte dell'umanità,...
Continua la lettura di "Chi ha fame"
Lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. |
Inserito da: Caterina in Associazione per un Mondo di Pace (12) 24/6/2010 ore 10:6 |
Sr Mariangela ha finalmente trovato l'acqua
Ecco suor Mariangela Fogagnolo |
Inserito da: Caterina in Associazione per un Mondo di Pace (12) 8/6/2010 ore 16:2 |
Ecco la nostra carissima Sr Mariangela Fogagnolo, missionaria Figlia di Maria Ausiliatrice che, da quaranta anni, si prodiga per aiutare la poverissima gente di Haiti. Questa è la sua ultima e mail inviata alla sorella Sr Maria:
Grazie di tutto. Buon sabato e inizio del mese di maggio. Attendiamo l'arrivo delle macchine trivellatrici per ritentare un pozzo artesiano. (VI volta). Da un mese non abbiamo una goccia d'acqua in casa. Il mattino andiamo dalle suore di Madre Teresa per trovare acqua per la cucina delle bambine, il pomeriggio fino a Pandissou per trovare acqua per mettere un secchio nelle classi, per bere e uno per lavarsi le mani....La settimana scorsa siamo andate al fiume a prendere "quell'acqua", poi ci abbiamo messo una più forte dose di disinfettante.......perchè non c'era gasolio in tutto il paese...Pregate dunque tanto, perchè questa sia la volta buona per un buon foraggio. Ciao a tutti, anche a casa. Sr Mariangela FMA
incontro con P.Vincenzo Pennella |
Inserito da: Caterina in Associazione per un Mondo di Pace (12) 8/6/2010 ore 14:27 |
Il 23 maggio, a Cagliari, nel Santuario di Nostra Signora di Bonaria, abbiamo incontrato padre Vincenzo Pennella, dell’Ordine della Madonna della Mercede, missionario in India da diciassette anni. Padre Vincenzo è stato proprio uno dei fondatori di talemissione. Ogni volta che viene in Italia torna sempre ai piedi di Nostra Signora di Bonaria per raccomandare i suoi poveri. L’opera missionaria in India è molto difficile e delicata. Ma il Signore ha i suoi progetti di...
Continua la lettura di "incontro con P.Vincenzo Pennella"
lavoro minorile |
Inserito da: Caterina in I Bambini vi guardano (2) 10/5/2010 ore 11:2 |
Il lavoro minorile non conosce crisi Nel mondo ci sono ancora 215 milioni di bambini costretti ad attività spesso pericolose Nel mondo gli unici posti di lavoro, per così dire, non a rischio sembrano quelli dei bambini. Secondo l'ultimo rapporto dell'Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo), diffuso in queste ore, lo slancio alla riduzione del lavoro minorile si è infatti affievolito. I progressi sono irregolari, non abbastanza rapidi, né sufficientemente ampi,...
Continua la lettura di "lavoro minorile"
Grazie !! |
Inserito da: Caterina in Associazione per un Mondo di Pace (12) 6/5/2010 ore 14:3 |
Ecco la lettera che ci invia Sr Maria Fogagnolo per ringraziare tutti i benefattori che hanno partecipato e continuano a partecipare al progetto per il sostegno dei bambini di Sr Mariangela, vittime del terremoto di Haiti.Grazie di cuore anche da noi tutti.Carissima Signora Caterina e pregiatissima Associazione,non so come esprimare la mia gratitudine sia per il ricordo continuo che mi giunge attraverso la benevolenza della Madonna benedetta di cui io sono quasi infantilmente devota, in particolare...
Continua la lettura di "Grazie !!"
Notizie da Haiti |
Inserito da: Caterina in Notizie dal Mondo (3) 25/4/2010 ore 16:39 |
Port-au-Prince (Haiti). Nei giorni scorsi ad Haiti, si sono incontrati diversi gruppi che stanno coordinando gli aiuti per le popolazioni colpite dal terremoto del gennaio scorso. A nome dell'Ambito dell'Amministrazione, si è recata ad Haiti suor Rosangela Giorgi che racconta cosa si sta già facendo e cosa ancora manca da realizzare. «Le fma ad Haiti hanno raggiunto in La Saline , Pétion-Ville ormai demolite perché non riparabili, Thorland, Cité Militaire...
Continua la lettura di "Notizie da Haiti"
Buon Compleanno Santo Padre! |
Inserito da: Caterina in La Pace (3) 16/4/2010 ore 1:5 |
L'Associazione per un Mondo di Pace
manifesta al Santo Padre Benedetto XVI
tutta la sua stima, solidarietà e affetto sincero
e Gli augura di vero cuore
Buon Compleanno